La “terza redine"
Nel mondo degli attacchi la frusta è considerata la “terza redine”, il suo impiego è sempre un aiuto e mai una punizione. Fatta questa, forse inutile precisazione, la frusta come complemento di un bel attacco, ha sempre avuto un gran fascino e ancora oggi è oggetto da collezione ambito e ricercato. A differenza dei morsi e dei fanali, di per se più durevoli nel tempo, di fruste d’epoca non ve ne sono molte in circolazione, il più delle volte bisognose di restauro, specialmente per le parti in pelle.
Le tipologie di fruste si abbinano con il tipo di finimento, la FRUSTA ALL’INGLESE o "a pioggia" è abbinata al finimento a collana , la sua forma, come la conosciamo oggi, è legata all’epopea dei Coach, il villaggio di Daventry, nel cuore dell’Inghilterra, era un grosso crocevia di Road Coach e i guidatori di allora compravano lì le loro fruste. Nella "collezione" di questi guidatori, uomini che percorrevano 100 miglia al giorno quando il coaching era un impresa commerciale e non lo svago di nobili, i signori guidavano solo nelle belle giornate, non mancava quella detta "dog-leg" (gamba di cane)foto 1- la tipica frusta per le giornata da pioggia. La particolare curvatura del legno, impedisce che l’acqua scorra sino alla mano.
La FRUSTA SPEZZATA è una frusta prettamente continentale, è abbinata al finimento a pettorale, è la frusta tipica degli attacchi ungheresi. In Ungheria il legno usato per il manico è il rattan ottenuto da palme asiatiche, oggi sono meno reperibili e la fibra di vetro sta avendo il sopravento. La peculiarità di questa frusta e nel come è fissato il cordone al manico, che ne permette una libera rotazione.